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| Salento...
Scrigno per le tue preziose vacanze... |
Il
Salento è tradizione... La pizzica
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| La danza,
come la musica, è un linguaggio comune
a tutti i popoli della Terra. E' una forma d'arte
e allo stesso tempo, una manifestazione degli
intimi sentimenti umani, che ha accompagnato l'uomo
dai tempi più antichi ai nostri giorni.
Negli ultimi anni si sta assistendo ad un recupero
delle danze etniche, danze che possono essere
eseguite da soli uomini |
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| (danze rituali,
guerresche o propiziatorie per la caccia) o da
sole donne (danze rituali o interpretative di
avvenimenti quotidiani) oppure da uomini e donne
(danze di corteggiamento, danze rituali, magico-religiose,
propiziatorie per l'agricoltura). In particolare
le danze legate alle impronte ritmiche salentine
sono due: la "pizzica-pizzica" che è
una danza di corteggiamento e la "danza scherma"
o "danza delle spade". |
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| La danza
scherma o "Danza delle Spade" |
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La danza scherma
salentina è un genere di danza che con
ogni probabilità risale ad epoche lontane.
La si può osservare dal tramonto del 15
Agosto all’alba del 16 Agosto |
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| nello spazio
antistante il Santuario di San Rocco in Torrepaduli
in occasione della festa in onore del Santo. I
movimenti mimano un combattimento con i coltelli,
(si narra che un tempo, venissero veramente utilizzati),
simbolicamente sostituiti dall’uso di una
forte gestualità delle mani (la punta dell’indice
e del medio protese) e attraverso ampie movenze
delle braccia. Quindi i danzatori si “sfidano”
in una sorta di duello rusticano. |
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Lo scopo
della danza è
cercare di colpire (è più
uno sfiorare in verità) l’avversario,
e ogni gesto, simula i movimenti tipici
della lotta con i coltelli, seguendo fasi
fisse del combattimento: provocazione,
attacco, difesa, finte, colpi proibiti.
Altre regole del combattimento sono: non
voltare mai la schiena all’altro,
essere sempre vigili e tenere bene le
distanze.
Sono coinvolti
solo due ballerini che, vengono sostituiti
uno per volta da qualcuno del pubblico.
Il pubblico, costituito generalmente da
turisti, curiosi o devoti, fa cerchio
intorno ai suonatori e ai ballerini, formando
le cosiddette ronde e “accompagnando”
la musica, battendo vivacemente le mani,
canticchiando e ridendo.
C'era una volta...
Oppure, forse c'è ancora? A noi
tutti il beneficio del dubbio! |
Tuttavia in uno
scenario che anticamente noi abbiamo denominato
Apulia e che i più antichi dei nostri
greci chiamavano Magna Grecia, proprio in
questo luogo, bruciato dal calore del sole,
in cui gli abitanti sono costretti a respirare
l'aria che sembra quasi uscire da una fucina
ardente, nasce la Taranta (animaletto molto
ostile al freddo).
Nelle feconde distese di campi coltivati
trovano "pane per i loro denti"
questi piccoli ragni disturbati dal lavoro
incessante dei mietitori, dei tabachicoltori....
Dopo il morso, la parte lesa viene circoscritta
da un livido e si accusa un dolore veementissimo,
tutto ciò accompagnato da alterazione
dello stato psico-fisico e dello stato di
coscienza (trance) dell' uomo morso: si
avvertono una grande angoscia nel cuore,
difficoltà respiratorie, dolore alle
ossa,difficoltà motorie, |
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| inappetenza,
nausea, convulsioni; se i suddetti in questione sono
chiamati a dare delle informazioni circa il dolore
che provano e su che parte è localizzato, loro
accennano la regione che circoscrive il cuore: tale
angoscia viene ancor più accentuata se le persone
circostanti hanno dei vestiti dai colori simili a
quelli dai quali, coloro che sono morsi dalla tarantola,
sono allettati: rosso, verde, ceruleo.
Pizzica Pizzica
o Pizzica de Core:
È l'espressione tradizionale della danza salentina.
Nonostante gli sforzi volti ad individuare le origini
di questo ballo, non si riesce a risalire ad un periodo
ben preciso in cui collocarlo.
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Sicuramente una
danza, quasi un rito praticato dalla gente
più umile, dedita ai lavori più
duri che, al crepuscolo o in qualche occasione
particolare, si radunava e, ballando e cantando,
trascorreva le ore per dimenticare le estenuanti
fatiche della vita quotidiana. È
una danza di corteggiamento durante la quale
i due ballerini si avvicinano, ma non si
toccano mai. |
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Un leggero sfiorarsi,
uno scambio di sguardi più o meno provocatori,
una serie di gesti rimarcano il desiderio dell'uomo
di "entrare nelle grazie" della donna,
e quello di lei di essere corteggiata dall'amato,
al quale, però, sfugge se questi prova
ad avvicinarsi. Una
"legge" sicuramente dettata dalle condizioni
del tempo, quando le distanze tra uomini e donne
dovevano essere sempre rispettate e al contempo
una scena attuale. |
Di centrale importanza
nel ballo è il fazzoletto che la donna
sventola, in segno di elegante provocazione,
agli occhi dell'uomo, il quale, però
non può prenderlo se non con il consenso
dell'amata.
In questo ballo non ci
sono dei passi stereotipati, ben precisi da
imparare e seguire, ma è tutto affidato
al proprio sentire. Si succedono saltelli sincronizzati
al ritmo dei tamburelli che, accompagnati dai
diversi strumenti,
sembrano rimarcare il ritmo del cuore. |
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| Un misto di fantasia,
sensualità, passione e desiderio fanno
della pizzica-pizzica il ballo più antico
e caratteristico della tradizione popolare salentina.
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